
“Vengono ormai traditi i valori che ci sono sempre stati trasmessi: quelli dalla pace e della diplomazia. In questo momento, purtroppo, parrebbe a torto che l’unica via rimasta sia quella della guerra. Ecco perché, ancora una volta, vogliamo ribadire a voce alta il nostro no categorico a questa tragica prospettiva, recandoci in massa nella Capitale”.
Lo annuncia, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), anticipando alcuni contenuti della manifestazione nazionale pentastellata in programma sabato 5 aprile a Roma, dove sarà presente anche un’ampia delegazione del Friuli Venezia Giulia dopo un lungo viaggio a bordo di alcuni pullman.
“L’obiettivo – conferma l’esponente pentastellata – è quello di confermare le motivazioni del nostro secco rifiuto davanti a questo Governo ma, soprattutto, per esprimere il nostro ripudio all’ReArm Europe e alla svolta militarista che comporta, rilanciando al tempo stesso l’idea di un’Europa al totale servizio delle persone”.
“Siamo fortemente contrari – precisa Capozzi – a uno scellerato progetto di riarmo, concetto da noi espresso più volte in ogni sede, compreso ovviamente il Parlamento europeo, per esprimere una totale contrarietà a un piano privo di qualsiasi logica e che, al suo interno, contiene un esplicito problema: un autentico villipendio nei confronti della libertà orfano di qualsiasi strategia razionale”.
“La nostra totale opposizione, inoltre, è motivata anche dal fatto che queste ingenti risorse – sottolinea la rappresentante del M5S – andranno ad alimentare l’industria della guerra e, quindi, a favore di alcuni Paesi che vantano grandi industrie di settore, come la Germania. Il tutto a discapito nostro, proprio nel momento in cui stiamo lottando con grandi criticità dal punto di vista sanitario e sociale, oltreché da quello industriale, afflitto oltre due anni di crisi”.
“Anche il Friuli Venezia Giulia deve prendere esplicita posizione sul delicato tema dell’economia di guerra – conclude Capozzi – e, a tale proposito, ho depositato una mozione negli uffici dell’Assemblea legislativa, affinché ci si esprima in maniera chiara rispetto il sostegno al piano ReArmEurope/Readiness 2030”.