ReArm Europe, Capozzi: No stanziamenti bellici, pronta mozione per impegnare Regione Fvg

“A livello nazionale si è già mosso il nostro presidente Giuseppe Conte annunciando una mozione, rivolta a Camera e Senato, incentrata sul piano di riarmo europeo. Noi faremo altrettanto nei prossimi giorni a livello regionale, giacché anche il Friuli Venezia Giulia deve prendere posizione sul delicato tema dell’economia di guerra”.

Lo anticipa, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), annunciando il deposito dell’istanza negli uffici dell’Assemblea legislativa, affinché “si esprima in maniera chiara e inconfutabile rispetto il sostegno al piano ReArmEurope/Readiness 2030, pericoloso e inaccettabile sviluppo al quale ci opponiamo e per il quale il M5S ha ufficializzato, per il 5 aprile, l’organizzazione di una manifestazione nazionale a Roma”.

“Ripudiamo ovviamente qualsiasi ipotesi bellica e di riarmo, rilanciando invece – aggiunge l’esponente pentastellata – il pensiero di un’Europa di pace e cooperazione al totale servizio delle persone e del loro benessere. No, dunque, a qualsiasi svolta militarista e un no altrettanto secco anche allo sperpero degli 800 miliardi di euro destinati non certamente ad ambiti sempre più urgenti, come quelli legati alla salute e alla transizione ecologica, bensì alla scriteriata produzione di strumenti bellici sempre più evoluto”.

“Anche la nostra Regione, per quanto nelle sue possibilità istituzionali e politiche, deve esercitare forti pressioni sulle aule romane, affinché – precisa Capozzi – si eviti di alimentare questa follia senza ritorno e si ripieghi, molto più saggiamente, su una piena applicazione dei valori di pace e libertà che dovrebbero essere alla base dell’Unione europea”.

“Il supporto alle famiglie sempre più in difficoltà dovrebbe costituire la missione primaria, massima e immediata. Sia a livello nazionale che internazionale. Senza dimenticare, la crisi delle imprese – sottolinea la rappresentante del M5S – che vanno necessariamente affiancate nelle loro quotidiane lotte di sopravvivenza con gravi ripercussioni sui lavoratori”.

“Altro che scorte di cibo e medicinali: le tragedie della storia – conclude Capozzi – non hanno insegnato proprio nulla e manca solo l’invito a procurarsi dei sacchi di sabbia da collocare davanti alle finestre! Si pensi, perciò, alle persone e non alle grandi lobby dei produttori di armamenti; si pensi al futuro delle nuove generazioni, passando attraverso il pieno sostegno a quelle attuali”.